venerdì 2 settembre 2016

Recensione: "Ninfee nere"

Ninfee nere - Michel Bussi
Titolo: Ninfee nere
Titolo originale: Nymphéas noirs
Autore: Michel Bussi
Editore: Edizioni e/o
Pagine: 357
Prezzo: 16,00 € cartaceo / 9,99 € ebook

A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L'indagine dell'ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l'artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo.



RECENSIONE


Ninfee nere è un romanzo che ho scoperto per puro caso mentre cercavo informazioni su un altro libro; forse da sola non l'avrei mai trovato tra le centinaia di libri che vengono pubblicati, anche perché non mi sembra ne sia stata pubblicizzata molto l'uscita. In ogni caso, non appena ho visto che si trattava di un giallo e per di più incentrato attorno all'arte e in particolare a Monet, che è il mio pittore preferito, non ho avuto dubbi e mi sono fiondata a prenderlo.
L'ambientazione è quella dell'ameno paesino di Giverny, in Normandia, il luogo che il  pittore impressionista Claude Monet aveva eletto come sua dimora e nel quale aveva dipinto forse le sue opere più famose, le Ninfee. Giverny è ormai diventata una meta turistica, forse fin troppo affollata di chiassosi visitatori e aspiranti artisti, ma tutto sommato la vita scorre ancora tranquilla, per lo meno fino a quando non si verifica un terribile omicidio. Jérôme Morval, oftalmologo di fama, viene ritrovato morto annegato, pugnalato, con il cranio sfondato e, in una tasca, una cartolina di auguri con un enigmatico messaggio, sulla riva del ruscello che proprio Monet aveva fatto costruire per alimentare il suo stagno con le ninfee. Quella di Morval è davvero una strana morte, un caso intricato per il quale viene chiamato l'ispettore Laurenç Sérénac che, insieme al suo collega Sylvio Bénavides, concentra la sua indagine su due filoni principali, quello legato a un movente passionale, dato che Morval era un noto dongiovanni, e quello relativo al collezionismo d'arte, visto che l'uomo stava cercando di acquistare uno dei tanti "Ninfee" di Monet. A queste due piste, poi, se ne aggiunge un'altra che rimanda a un delitto compiuto molti anni prima con le stesse modalità ma con vittima un bambino. Quale delle tre sarà la pista giusta e chi ha ucciso con tanta ferocia Jérôme Morval?
Anche se, all'apparenza, Ninfee nere potrebbe sembrare un classico giallo investigativo, in realtà questo romanzo è molto particolare, soprattutto per il tipo di narrazione. Infatti, è in parte narrato in prima persona e in parte in terza, attraverso i punti di vista dei due ispettori e di tre protagoniste femminili, un'ottantenne di cui non conosciamo il nome, la giovane e bella maestra di Giverny, Stéphanie Dupain, e, infine, Fanette, una bambina di undici anni con la passione per la pittura. Il racconto dell'anziana signora funge da cornice alla storia, è lei che narra in prima persona e che, come scopriamo fin dall'inizio del romanzo, sa tutta la verità sul caso di Jérôme Morval, ma le informazioni vengono rivelate con molta parsimonia, tenendo così il lettore sulle spine e invogliandolo a proseguire nella lettura per scoprire quei segreti e quei retroscena che l'arzilla ottuagenaria sembra conoscere così bene.
L'espediente narrativo adottato dall'autore è la vera sorpresa di questo romanzo: leggere Ninfee nere è come addentrarsi in un labirinto di specchi, nel quale è difficile distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, e Michel Bussi si diverte a confondere il lettore seminando indizi e portandolo a credere quel che forse non è. Se siete lettori particolarmente perspicaci, potreste anche intuire già dal prologo quale sia l'ingegnoso stratagemma narrativo messo in atto dall'autore, ma il bello di questo romanzo sta proprio nell'arrivare agli ultimi capitoli senza averci capito niente, o meglio pensando di aver capito tutto per poi essere sorpresi dall'imprevedibile finale. Io sono rimasta senza parole quando ho scoperto l'inganno, anzi di primo acchito mi sono sentita infastidita dall'essere stata "imbrogliata", ma poi non ho potuto fare a meno di pensare che Michel Bussi è un maledetto genio!
Ninfee nere è un romanzo originale ed elegante, la cui forza principale consiste non solo nell'insolita narrazione, ma anche nella caratterizzazione psicologica dei personaggi le cui storie personali risultano perfino più appassionanti del vero e proprio giallo. E a fare da sfondo a questa storia intricata e avvincente c'è la bella e suggestiva ambientazione, il pittoresco villaggio di Giverny che si apre ai nostri occhi proprio come un dipinto impressionista, realistico ma al tempo stesso magico ed etereo.
Ninfee nere è un giallo insolito e coinvolgente che definire giallo è riduttivo perchè è molto di più, è un romanzo sulla vita e sulla morte, sull'amore e sull'arte che sa conquistare, affascinare e stupire i lettori dalla prima all'ultima pagina. Per me, imperdibile!




Il mio voto:

4 commenti:

  1. Lo avevo adocchiato... sicuramente lo metterò in lista. La copertina però è un pugno in un occhio ahahah

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    1. È un romanzo che merita davvero!
      La copertina in effetti è, come dire, molto "vistosa" :D però stranamente a me non dispiace! ;)

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  2. Wow nonnlo avrei trovato senza di te lo ammetto ❤️Una recensione di grande impatto, complimenti! ^_^

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    1. Grazie Ely, sono davvero felice che tu abbia apprezzato la mia recensione! E anche di averti fatto scoprire un nuovo romanzo! :)

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